Il cambio stagione è una di quelle cose che, prima o poi, dobbiamo affrontare tutti. E, diciamolo, non è proprio tra le attività che faccio più volentieri.
Ogni anno arriva quel momento in cui guardo l’armadio e penso: “Da dove comincio?”
Bisogna togliere i vestiti estivi, fare spazio a quelli più pesanti, decidere cosa mettere via e cosa lasciare ancora a portata di mano. E se, come succede a molte persone, non si ha un armadio enorme o una stanza dove riporre tutto, la situazione può diventare ancora più complicata.
Quando fare il cambio stagione?
Una volta mi sembrava tutto più semplice. Arrivava l’autunno, faceva freddo e si tiravano fuori maglioni e giacche. Arrivava la primavera e si faceva il contrario.
Oggi invece il tempo sembra non seguire più molto le stagioni.
A settembre possiamo avere ancora giornate caldissime e, qualche giorno dopo, ritrovarci con una temperatura decisamente più fresca. Lo stesso succede in primavera: magari pensiamo di poter mettere via definitivamente i maglioni e poi arriva una giornata in cui li vorremmo avere ancora a portata di mano.
Per questo ho smesso di pensare al cambio stagione come a qualcosa da fare necessariamente in un unico giorno.
Preferisco farlo un po’ alla volta, iniziando dai capi che so già che non utilizzerò più e lasciando fuori quello che potrebbe ancora servire.
Il vero problema? Lo spazio
Il cambio stagione fa emergere un problema che durante l’anno riusciamo a nascondere abbastanza bene: abbiamo bisogno di spazio.
Non tutti hanno una cabina armadio, una grande cantina o un ripostiglio dove poter sistemare comodamente scatole e contenitori.
C’è chi utilizza il letto contenitore, chi mette le scatole sopra l’armadio e chi deve necessariamente ricorrere alle scatole per il cambio stagione.
E poi ci sono gli armadi piccoli, quelli in cui ogni centimetro è prezioso. In questi casi non basta spostare semplicemente i vestiti da una parte all’altra: bisogna anche fare qualche scelta.
Ed è proprio qui che il cambio stagione può diventare un’occasione per fermarsi un momento e guardare davvero quello che abbiamo.
Ma quanti vestiti abbiamo davvero?
A volte apriamo l’armadio e troviamo vestiti che non ricordavamo nemmeno di avere.
Un maglione che non mettiamo da anni, una giacca comprata per un’occasione particolare, un paio di pantaloni che continuiamo a conservare pensando che prima o poi li rimetteremo.
E quel “prima o poi” può durare anni.
È proprio durante il cambio stagione che mi viene più spontaneo chiedermi: “Lo metterò davvero?”
Non significa buttare via tutto e diventare improvvisamente minimalisti. Significa semplicemente essere un po’ più sinceri con noi stessi.
Se un capo non ci piace più, non ci sta bene, non lo indossiamo da anni o rimane sempre in fondo all’armadio, forse vale la pena chiedersi se abbia ancora senso conservarlo.
Il cambio stagione e il metodo KonMari
A proposito di questo, mentre faccio ordine mi torna spesso in mente il metodo KonMari, di cui avevo già parlato qui sul blog.
L’idea di fondo è quella di tenere con noi ciò che ci dà davvero qualcosa, invece di conservare automaticamente tutto solo perché lo possediamo.
Non è necessario applicare il metodo alla lettera. A volte è sufficiente prendere un cassetto o una parte dell’armadio e chiedersi, davanti a ogni capo: “Lo scelgo ancora?”
Se vuoi approfondire questo argomento, puoi leggere il mio articolo Il metodo KonMari: riordina la tua vita con gioia.
Non serve fare tutto in un giorno
Questa è forse la cosa che mi sento di consigliare più di tutte.
Non trasformiamo il cambio stagione in una maratona.
Se abbiamo poco tempo o poco spazio, possiamo procedere un cassetto alla volta, oppure iniziare dai vestiti che sicuramente non indosseremo nei prossimi mesi.
Prima di riporre qualcosa, è utile anche controllare che sia pulito e in buone condizioni. E soprattutto conviene evitare di riempire le scatole fino all’inverosimile: quando arriverà il momento di rifare il cambio stagione, rischieremo di non sapere più cosa abbiamo messo dentro.
Anche una semplice etichetta sulla scatola può fare la differenza. “Maglioni”, “giacche”, “estate”, “scarpe”… sembra una piccola cosa, ma qualche mese dopo saremo felici di averlo fatto.
E forse il cambio stagione non è poi così male
Alla fine, dopo aver superato il momento iniziale di sconforto, c’è anche qualcosa di piacevole nel ritrovare i propri vestiti.
Tiri fuori un maglione che non vedevi da mesi, riscopri una giacca che ti piace ancora, elimini qualche cosa che non utilizzi più e improvvisamente l’armadio sembra un po’ più leggero.
Forse il cambio stagione non è soltanto una questione di spazio.
È anche un piccolo momento per fare ordine, dentro e fuori dall’armadio, e per capire cosa ci serve davvero.
E poi, diciamolo, se dopo aver finito tutto riesco ancora a chiudere le ante dell’armadio senza dovermi appendere alla maniglia… per me è già un piccolo successo.
