L’attività fisica è importante ed utile per le persone colpite da malattie reumatiche autoimmmuni come l’artrite reumatoide, spondilite anchilosante, fibromilagia, artrite psoriasica, reumatismi extra-articolarie altre patologie autoimmuni come la sclerodermia, il lupus eritematoso sistemico.
Le patologie reumatiche sono caratterizzate da vari fattori e a soffrirne sono soprattutto le donne, la maggior parte delle malattie reumatiche si manifestano con dolore e gonfiore articolare, rigidità e perdita delle funzionalità articolari soprattutto al mattino. Tali manifestazioni cambiano a secondo della gravità o meno della malattia e interessano contemporaneamente più articolazioni; come le piccole articolazioni, polsi, mani, piedi e caviglie, per poi estendersi con il passare del tempo ad articolazioni più grandi come spalle, colonna vertebrale, anche, gomiti, ginocchia.

Lo yoga, attraverso la pratica, può aiutare notevolmente chi è colpito da una malattia reumatica attraverso le posizioni del corpo, il controllo ed espansione del respiro, le tecniche di concentrazione e  il rilassamento.

Dal punto di vista fisico sicuramente aiuta ad aumentare la forza muscolare, la resistenza l’equilibrio la flessibilità e la mobilità spesso compromesse, inoltre il rilassamento e  il rilascio delle tensioni consentono di tollerare il dolore più facilmente, molto importante è l’attenzione al respiro che è la componente più importante della pratica, perché accompagna il movimento e ne favorisce la presa di coscienza. Tale funzione, normalmente automatica, ha effetti profondi sul sistema nervoso. Se effettuata in maniera consapevole, con ritmo regolare tra l’inspirazione e l’espirazione, elimina disarmonie e distrazioni mentali e può quindi migliorare gli stati d’ansia e di stress, in cui è presente un ritmo respiratorio alterato. La pratica dello Yoga, ha effetti positivi anche a livello del sistema nervoso centrale e periferico, del sistema endocrino e della funzione immunologica.

Lo Yoga, come lavoro di crescita e di miglioramento, si sviluppa attraverso posture progressive, con passaggi graduali, durante la quale la persona prende consapevolezza del contatto con la terra, le simmetrie articolari, l’allineamento della colonna vertebrale.

L’Hatha Yoga (Ha-Tha: unione tra l’energia lunare maschile e quella solare femminile, tra la terra e il cielo, tra le parti più materiali e quelle più sottili) è quello che propongo nei miei corsi, e nello specifico ai malati reumatici, è uno yoga molto lento, dove ogni posizione è facilmente eseguibile, tenendo conto delle limitazioni fisiche, per questo motivo utilizzo alcuni strumenti che lo yoga mette a disposizione come le cinghie, i cuscini, i mattoncini.  

Ogni posizione che propongo si deve adattare alle necessità fisiche e psichiche di ciascun individuo e alle sue possibilità. E un insegnamento tramandato da da Shri T. Krishnamacharya e TKV Desikachar, figlio e discepolo di Shri T. Krishnamacharya, di cui è famosa la citazione:

Non è la persona che deve adattarsi allo yoga, è lo yoga che deve adattarsi alla persona.

In ogni sequenza tendo a fare muovere, con movimenti lenti e consapevoli, tutte le articolazioni, che sono quelle maggiormente colpite: le mani, i piedi, le caviglie, le spalle, il capo; invitando i miei allievi a riconoscere i propri limiti.
Attraverso una sequenza mirata essi vivono varie esperienze corporee dalle posizioni sedute a quelle supine, passando attraverso un fluire di movimenti lenti alle posizioni prone. Nella posizione erette prendono consapevolezza del radicamento a terra, della gravità, degli equilibri, tutto eseguito con passaggi molto lenti.
Ogni movimento è sempre accompagnato dal respiro che scorre all’interno del corpo, questo permette loro di prendere consapevolezza di ogni parte del corpo, dei propri  limiti ma anche delle proprie potenzialità e di progredire nella postura.

Il respiro è la componente più importante della pratica, perché accompagna il movimento e ne favorisce la presa di coscienza, se effettuato in maniera consapevole, con un ritmo regolare tra l’inspirazione e l’espirazione, elimina le disarmonie e le distrazioni mentali.
Lo  Yoga può aiutare ad utilizzare più consapevolmente il respiro attraverso il Pranayama;  una vera e propria scienza del respiro in cui vengono utilizzate delle tecniche respiratorie con lo scopo di regolare il respiro, controllarlo, espanderlo, questo aiuta a controllare l’ansia e lo stress grazie ad un aumento della capacità polmonare e di conseguenza ad una migliore ossigenazione del sangue.

Chi soffre di una malattie reumatica convive con forme di dolore persistenti che creano ansia, causata dall’incertezza delle prospettive future di conseguenza subentrano disarmonie a livello respiratorio. Si tende a respirare solo a livello del torace, nella parte alta del corpo, limitando l’ossigenazione dell’ organismo e la mobilità del diaframma, principale muscolo della respirazione. Esso è situato tra torace e addome e, grazie alla sua azione, permette l’espansione dei polmoni. La respirazione addominale-diaframmatica produce calma, tranquillità, rilassamento perché va a stimolare il sistema nervoso parasimpatico, il sangue scorre più lento, i muscoli si allentano, sono messe in circolazione le endorfine, sostanze chimiche del cervello che aiutano a migliorare l’umore e bloccano i segnali di dolore di conseguenza chi soffre di una patologia reumatica cronica ne trae un enorme beneficio.

Al termine della sequenza è importante praticare il rilassamento per assorbire più in profondità l’effetto creato sull’organismo e sulla mente dalla pratica. Invito gli allievi a distendersi in posizione supina, Shavasana, abbandonarsi completamente eventualmente servirsi di supporti, tipo il cuscino sotto il capo o sotto le ginocchia, spostare l’attenzione al respiro spontaneo che scorre all’interno del corpo. Il rilassamento consiste nel seguire, attraverso il respiro, le parti del corpo che io cito in sequenza, senza soffermarsi ma immaginando di ”fare un viaggio all’interno del corpo attraverso il respiro”.
Dopo la pratica la durata ideale del rilassamento è di circa dieci minuti se fatto bene un rilassamento di pochi minuto può corrispondere ad alcune ore di sonno.
Si possono fare lezioni dedicate solo al rilassamento, Yoga Nidra. Si tratta di una branca dello yoga molto affascinante, che mira ad ottenere un rilassamento profondo e costante.

Ovviamente lo Yoga deve fare parte di un percorso e deve essere solo affiancato alle terapie mediche che sono fondamentali per chi è affetto da una malattia reumatica.

Ringrazio di cuore l’Associazione Lombarda Malati Reumatici, ALOMAR, che mi ha dato questa grande opportunità di poter contribuire nel mio piccolo ad aiutare chi sente il bisogno di ritrovare il benessere perduto, l’equilibrio e la fiducia in Sè stesso. Grazie a questo mio percorso ho avuto e ho il piacere e la fortuna di conoscere persone meravigliose che mi hanno aiutato a crescere e ad aprire ancora di più il mio cuore, perchè chi insegna Yoga dona molto ma riceve anche tantissimo.